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Ingengneria

Le coperture in acciaio, siano esse piane ma anche inclinate, sono perlopiù realizzate con un ordine di travi principali, generalmente profilate a caldo, e da un altro di travetti secondari, ortogonali al primo, profilati a caldo o a freddo.

La difficoltà di assicurare a questo tipo di struttura di copertura la durabilità del manto di tenuta continuo e quindi, di fatto, la durabilità nel tempo, rappresenta l’unico vero problema: il manto, i suoi strati di supporto e la struttura sottostante, infatti, si muovono in maniera differente gli uni dagli altri. È per questo, dunque, che è necessario prevedere un robusto strato di scorrimento tra gli stati di tenuta all’acqua e i supporti.

Va precisato che le coperture orizzontali semplici piane in acciaio potrebbero essere meno vantaggiose di quelle in acciaio con estradosso inclinato e, di conseguenza, meno indicate per la copertura di grandi spazi: esse tendono a inflettersi sensibilmente quando sono sotto carico. È importante che non si inflettano per più di un centoventicinquesimo della loro luce, affinché non si formino pozzanghere capaci di infletterli maggiormente e non si generi dunque un ciclo vizioso. Le travi delle coperture piane, infine, devono essere più alte del minimo utile a garantire la loro resistenza strutturale.

Per tutti i motivi succitati è evidente, in conclusione, come le coperture piane con struttura a travi ordinarie in acciaio siano indicate preferibilmente per coprire spazi medio-piccoli a navata singola, ad esempio quelli di tipo industriale.

Il Novecento è stato un secolo di scoperte e di preziose soluzioni a tanti quesiti anche in materia di ingegneria e di architettura, tanto da portare l’uomo a sperimentare, importare e produrre nuovi materiali per le opere di completamento e finitura e strati coibenti innovativi. I più utilizzati sono stati senza dubbio gli intonaci, i prodotti in fibra di amianto, i derivati del legno e il linoleum.

Gli intonaci più utilizzati nelle opere di architettura moderna sono il Terranova, il Pietranova e il Silinto. Il primo, in particolare, ha pian piano preso il posto del pavimento lapideo. Si tratta di un intonaco premiscelato in polvere e pigmantato, importato negli anni ’30 dalla Germania e allo stesso tempo duro e leggero. Resistente alle intemperie e al gelo grazie al suo forte potere coesivo, l’intonaco, a granulometria costante, può essere strollato, steso a spruzzo o lamato.

La fibra di amianto trovò grandissima diffusione, date le sue elevate prestazioni isolanti. Oggi è nota la sua nocività, ma può essere oggetto di interventi di bonifica attraverso l’incapsulamento tramite verniciatura, il confinamento con l’inserimento di una barriera a tenuta, o la rimozione.

Il legno e i prodotti da esso derivati sono stati spesso utilizzati come isolanti termici e acustici nelle pareti o come sottofondi nelle pavimentazioni, ma anche come elementi di finitura e decorazione. Compensato, lastre e pannelli realizzati con fibre di legno (tra le quali le lastre in Cel-Bes, Celotex, faesite, masonite, Eraclit, Populit e Durisol) sono meno spesse delle altre soluzioni, ma durabilità e tempi di degrado sono identici a quelli del legno naturale.

Il linoleum è un materiale naturale, figlio del processo di ossidazione dell’olio di lino che dà vita a un materiale gommoso a cui si aggiungono resine naturali e, successivamente, farine di sughero e legno. Questo materiale ha trovato la sua maggiore applicazione nelle pavimentazioni. Perché esso risulti duraturo nel tempo, deve essere sottoposto a pulizie periodiche.

 

 

Da qualche anno fiere, convegni, incontri e workshop di vario tipo sull’edilizia sponsorizzano l’alternativa costruttiva che prevede l’utilizzo di materiali innovativi come il bambù e il nylon. Questa tendenza, molto comune nei Paesi del Centro e del Sud America, garantisce sicuramente alcuni vantaggi. Su tutti l’eco-sostenibilità, seguita a ruota da convenienza economica e facilità di manutenzione.

Studi portati aventi da nomi illustri dell’architettura e dell’ingegneria hanno fatto luce sulle proprietà elastiche e meccaniche importanti di tali materiali, dando così fondamento alle sempre più numerose proposte di utilizzarli. Il nylon, d’altronde è usato in maniera diffusa per il cerchiaggio di pilastri nella puntellatura di sostegno di strutture pericolanti e come fascia rinforzante nei setti murari. Il bambù, invece, è stato recentemente protagonista di un evento che ha avuto risalto mondiale, quando la società di architettura Penda trionfò nella Design Week di Pechino 2015 portandovi una struttura modulare, a bambù appunto, chiamata Rising Canes e ampliabile senza alcun limite.

Non è da trascurare, dunque, l’impatto che l’utilizzo di materiali eco-friendly può avere nella previsione dei futuri insediamenti costruttivi.